Che storia l´arrivo dell´euro!
Va bene, l´utopia monetaria relizzata, la stabilità, l´Europa comunitaria che si solidifica, le frontiere che crollano. Sì, certo. Ma c’è ben altro di cui occuparsi qui e ora, in questo momento irripetibile.

C´è un´occasione per tutti in questi giorni. Una inaudita occasione per i grandi e i piccini, per i poveri in canna e i ricchi sfondati, per le massaie e i marchesi. Uno spettacolo gigantesco e minuzioso da non lasciar sgusciar via così semplicemente in mezzo alla posologia degli spot calmanti e alle complici imprecazioni al mercato. Siore e siori, un esperimento di massa di proporzioni in-credibili! Consistente nientepopodimeno che in:

  1. Un continente che impara a parlare una lingua nuova.
  2. Il più grande gioco di società messo a nudo.

Una valuta funziona come una lingua. Se son lire, guardi il cartellino del prezzo delle scarpe e comprendi al volo il senso. Non è solo una misura assoluta di valore, precisa e limitata com´è solo possibile usando numeri e non parole. E´ proprio un senso. E un senso è un aggancio immediato a una rete globale di rimandi: le migliaia e i milioni, il cappuccino e cornetto, il mutuo, la spesa di ieri, i surgelati, le pere, le bollette, l´albergo, lo stipendio, gli stipendi degli altri, tutte le altre scarpe, i pantaloni in saldo e quelli fuori saldo, i pantaloni di quand´ero piccino, i ghiaccioli al bar della spiaggia, le caldarroste…
La comprensione dei prezzi funziona come un meccanismo immediato che dopo un´intera vita di lire appare cablato nel sistema nervoso come un sesto senso. Effetto complessivo di questa abitudine è quella di considerare il denaro più o meno come un elemento della natura, inevitabile e primordiale.

Invece, ecco che da un giorno all´altro tutti i bancomat sputano banconote finte, l´estratto conto pare concentrato e incomprensibile, al bar si scambiano strane monete da centesimi. La gente che si guarda in tralice: «aho´, ma ´sti soldi sembrano finti!» Sembrano finti. Proprio così… Di punto in bianco ci si sente stranieri in casa, davanti alle stesse vetrine di ieri. Che miracolo è mai questo?

C´è una magica condizione sperimentale gratuita offerta a chiunque voglia studiare l´adattamento delle strutture cognitive alla nuova moneta, a livello individuale come sociale. L´Europa per un po´ sara´ un grande laboratorio di psicologia aperto a tutti.
Ma c´è di meglio. E´ proprio nel fatto che le banconote “sembrino finte” la nostra grande occasione di scoperta, di disvelamento del segreto più importante: il nostro intero sistema economico, come tutti i nostri sistemi di valori, non è che un gioco. Al posto di questi “euro”, perché non usare, che so, delle fiches? E in che modo ora la compravendita di una casa a Piazza Dante ora dovrebbe essere diversa da quella fatta su Monopoli? In fondo agli animi di tutti dal primo gennaio 2002 serpeggia un dubbio più o meno cosciente: Dopotutto, cosa è vero e cosa finto?

Il gioco del denaro è uno di quei giochi che fra i tanti possibili si è deciso di prendere sul serio. Come la Borsa. Come il diritto. Come le grandi religioni. Come la sanità mentale.
Il bello è che tutto ciò corrisponde a decisioni dell´uomo. Spesso ben concertate, come quella della moneta unica, ma assolutamente umane e arbitrarie. Nulla a che vedere con la pioggia e il sorgere del sole.
C´è qualcosa di molto buono da fare, allora, in un momento di cambiamento epocale come questo: riconoscere il potere sublime delle decisioni umane di creare regole e mezzi, e il potere sublime delle abitudini di nasconderle alla vista. Ragioni sufficienti per non abituarsi mai. Sufficienti per restare consapevoli di poter sempre cambiare.

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Soldi finti!



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