timetableQuando a dire “ci scusiamo per il ritardo” nell’altoparlante è una voce registrata, chiaramente le cose sono andate oltre un certo limite: si è compiuta una dissociazione tra il sentimento e la voce che lo pronuncia, tra le parole e il corpo che ne dovrebbe patire l’emozione.

In più, questa dissociazione è ufficiale: esercitata e accettata come forma di relazione standard con le persone. Con tutti i guai che ne possono derivare. Senso di abbandono. Sentimenti che non valgono più niente.

Per non dire quando la voce è sintetica, programmata, come quella delle stazioni più avanzate (?): “Il treno regionale 2114 delle 11.13 proveniente da Bologna e diretto a Milano Centrale arriverà con 45 minuti di ritardo. Ci scusiamo per il disagio.” Sai che consolazione.

Ho notato che sotto un certo ritardo neanche si scusano. Il progettista dell’algoritmo ha fissato saggiamente nel programma una soglia precisa per la sofferenza. E’ memorizzata in una costante I (come Indifferenza).

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Disagio sintetico


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