L’origami della tv si ripiega su se stesso più volte come un multiverso, mettendo in contatto facce lontane della realtà. Capitano accostamenti illuminanti, non privi di ironia.

Prendiamo ad esempio lo spot dell’ennesimo Grande Fratello su Canale5. Accattiva il pubblico con una proposta innovativa che rende assolutamente irresistibile questa nuova edizione, nel caso vi foste stufati del format decennale. Dice più o meno:

Il Grande Fratello quest’anno lo dirigi tu. Scegli la diretta da seguire tra due diverse regie.

Capito, che grandiosa notizia? Eccellente omaggi ai tempi del realtime e dell’interattività, quest’anno ci viene offerta in aggiunta alla solita pacchia un’incredibile libertà di decisione. Addirittura due punti di vista, da cui spiare per tre mesi l’interno di una casa, una casa per giunta posticcia. Un bel salto in avanti sulla grand route.

Non è questa la migliore sintesi di tutta la libertà che allo spettatore-consumatore viene consentito di godere? Ma c’è di più. Non è forse la migliore rappresentazione della nostra libertà in generale, la libertà democratica del cittadino italiano? Le due telecamere puntate sul vuoto costantemente in onda sono la metafora perfetta di un sistema politico fatto di due metà che pensano in termini del medesimo spettacolo e dicono e fanno identiche cose. Come gli spettatori del GF possiamo scegliere col voto tra due punti di vista, ma in realtà non scegliamo assolutamente nulla. Scegliere alle urne e scegliere al GF è sostanzialmente lo stesso.

La libertà si estingue senza combattimenti, semplicemente consunta dal passaggio di mano in mano, di spot in spot, di banalità in banalità. Ora mi aspetto da questo contatto un’evoluzione naturale: i politici nel confessionale e le elezioni da casa con televoto (costo secondo piano tariffario).икони

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COMMENTS / ONE COMMENT

[...] della parola libertà in mano ai tetragoni evangelisti della felicità usa e getta (vedi qui e qui). Vorrei aggiungere, per servire una attualità della Liberazione, un cenno alla filiazione [...]

Lideo(b)log di Stefano Diana » Blog Archive » Liberazione che fu ha aggiunto queste parole il 09 05 2010 at 5:13 pm

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La politica del confessionale



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