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COMMENTS / ONE COMMENT
fanny cerri ha aggiunto queste parole il Mar 20 10 at 2:55 pmNOT IN MY NAME
Caro Stefano,
come forse avrai capito, arrivo sempre con un ritardo leggero ma fatale in tutto, tranne che agli appuntamenti prestabiliti (chissà perché?). E’ il 20 marzo e rispondo alle fotografie della manifestazione del 13, che hai inserito sul tuo blog. Fotografie che a me, intimamente, fanno male. Io non c’ero. Ed ero a Roma, semplicemente in altro luogo, sicura della mia scelta e allo stesso tempo piena di nostalgia.
Quelle facce che tu raffiguri… Per quelle facce tanto piene di voglia di parlare e di partecipare, per quegli occhietti di gente tosta, che ha da dire la sua, che ha la propria idea, i propri pensieri turbinanti, per loro sì, sono stata tentata di lanciarmi a mia volta a sostenere la protesta. Mi sarei mescolata volentieri a loro, in una fusione confortante, in un attimo di stordimento panico, di abbandono. Le stesse facce, o quasi, che mi hanno circondato in tante manifestazioni, da adolescente, poi da ragazza e ancora qualche anno fa, ogni volta che sono scesa in piazza. Le amo, mi sento dei loro, in qualche strano modo.
Ma le manifestazioni contro Berlusconi, ormai, hanno anche un’altra faccia, un grugno fetido, che mi ha tenuta invece saldamente inchiodata al mio posto, finalmente, lontano dai sentimentalismi (o forse proprio dai sentimenti). La faccia di quelli che organizzano la “protesta”, di chi usa le persone illudendole, lusingandole e privandole al contempo della vera libertà politica di espressione. Il grugno di gente senza scrupoli e senza morale, rotta a ogni tipo di compromesso, in nome del più vuoto nulla personalistico. Mi riferisco, in primis, ai dirigenti del PD, che con quella manifestazione hanno comunque voluto ribadire il loro sostegno a un insostenibile Giorgio Napolitano; mi riferisco alla Bonino, che guarda caso, in contrasto con la decisione dei radicali di non aderire alla manifestazione, era ben presente a Roma, a parlare per prima sul palco, di fronte a tanti potenziali elettori. Gli organizzatori della manifestazione del 13 marzo sono le stesse persone che oggi (e ormai da molti anni) mi privano di fatto del diritto di votare. Quest’anno, per la prima volta nella mia vita, io non voterò. E sentirò nella mia carne (mi si perdoni l’espressione enfatica e involontariamente freudiana, se così si può dire) il buco che rimarrà vuoto sulla mia cartella elettorale. Per secoli, mi sembra, ho guardato scuotendo la testa i miei compagni di estrema sinistra che facevano questa scelta, che si opponevano alla “forma partito”, che mettevano in discussione la stessa democrazia e non si presentavano alle urne. Quante volte ho discusso con loro e, se fossero ancora quei tempi, lo rifarei convintamente. Ma oggi questa inesorabile spinta centripeta (o destripeta, forse meglio) della politica con la p minuscola, mi porta a compiere la stessa loro scelta di tanti anni fa, non perché sia cambiata io, non troppo; ma perché gira il mondo, sotto i miei piedi. Mi si chiede, quest’anno, di votare (anche solo indirettamente) per la Bonino. Ebbene, in passato ho dovuto, torcendomi le budella, votare per Rutelli; ho dovuto, vomitando, votare per Veltroni (sempre indirettamente, votando Rifondazione). Ma la Bonino no! Non la voto neppure di striscio! Neppure per lo spauracchio di questa destra eversiva che incombe sul Paese. Perché non mi si dà alternativa. Perché la Bonino è stata deputata nelle file del Polo delle Libertà, durante il primo governo Berlusconi, diligentemente inserita nei suoi ranghi, su un comodo e remunerativo seggio parlamentare (come si può dimenticare una cosa del genere?). Perché il centro-sinistra continua a fare un vergognoso balletto di querelle sapientemente orchestrate col centro-destra, ben sapendo di partecipare in realtà a uno stesso gioco di avvicendamento fra lobby economiche distinte, ma sostanzialmente concordi nella gestione del mondo. La scelta che oggi ci è concessa è dunque fra un’ex amica di Berlusconi, abilmente e spudoratamente riciclata, e qualche altro attuale amico di Berlusconi. E’ davvero troppo. Io, quest’anno, sarò tra quelli che andranno al mare, invece di votare, anche col nubifragio. Non per qualunquismo, non per sfiducia nella Politica, quella con la P maiuscola, ma perché sono convinta che oggi il segnale più importante da dare agli sciacalli di governo e di opposizione sia: NON MI SFRUTTERETE, NON MI USERETE, NOT IN MY NAME!!! Sentendomi nel cuore una teatrante, non mi farò trattare da marionetta.
P.S. Forse il blog è in effetti il mezzo più potente, in questi giorni, per fare, condividere, ragionare la Politica più bella. Tanto per finire, riporto una dichiarazione della Bonino, rilasciata in occasione della Guerra del Kossovo e ripresa da Wikipedia. Una dichiarazione che è un monumento del non dir nulla, per dire ciò che più ci piace:
«Può sembrare paradossale, certamente amaro se “da convinta nonviolenta quale sono da sempre” mi ritrovo a condividere, se non addirittura a invocare, l’uso della forza da parte della comunità internazionale per mettere fine ai crimini contro l’umanità che vengono impunemente perpetrati in un angolo d’Europa chiamato Bosnia. Sia chiaro: non sono pacifista, non sono per la pace ad ogni costo, soprattutto quando il costo è qualcun altro a pagarlo e a questo prezzo. Sono, invece, per la supremazia del diritto ad ogni costo, ed è amaro doversi arrendere all’evidenza che esistono circostanze storiche in cui la difesa della legalità non può essere affidata, ancorché temporaneamente, che all’uso delle armi».
Pardon per la lungaggine.
Fanny
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