Lo scontro tra Maroni e Saviano post Vieni via con me rimette in scena il conflitto tra due archetipi umani: il difensore della verità e il cercatore di verità.
Le due definizioni possono sembrare analoghe, e del resto loro si chiamano entrambi Roberto. Ma a guardar meglio i dettagli si vede l’abisso incolmabile.
Il difensore della verità parla in prima persona plurale; il cercatore di verità in prima singolare.
Il difensore della verità prende le parti di un gruppo, da cui dipendono il suo potere e la sua identità; il cercatore di verità è un cane sciolto, non è interessato al potere, al più difende un cane sciolto come lui.
Il difensore della verità obbedisce a regole che valgono per una certa comunità; il cercatore di verità difende princìpi che valgono per tutti gli uomini.
Il difensore della verità ha uno stipendio; il cercatore di verità campa di elemosina.
Il difensore della verità ha un’armatura di solidi pregiudizi; il cercatore di verità è nudo.
Al difensore della verità la verità serve per mangiare; al cercatore di verità la verità serve per respirare.
La verità del difensore della verità ha l’iniziale maiuscola e l’articolo determinativo; quella del cercatore di verità ha l’inziale minuscola e niente articolo.
La verità del difensore della verità è un idolo fuso nel bronzo per l’eternità; la verità del cercatore di verità è uno spirito in fieri continuamente e dolorosamente sfuggente.
Il difensore della verità e il cercatore di verità stanno sulle due sponde opposte del fiume Lete: il primo ha scelto l’oblio, l’altro ha scelto di ricordare.
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