L’arte del vaticinar guidando

(daily life)

Lungo l’autostrada avevo un po’ di tempo libero e mi è venuta voglia di vaticinare.

La solita voglia che prende la mente oziosa quando si fa vacua e tremebonda sotto il vasto cielo, e arriva a confessarsi lo spaesamento, a dirsi l’oscuro presagio dei nostri tempi. La vecchia, banale e frusta sensazione viviamo-in-tempi-duri. Niente di più noioso e scontato. Tutti lo dicono, in tutte le epoche. Dove potevo scrutare per rendere quel sonno un po’ più interesssante?

L’aruspicina si è avventata sul materiale specifico più disponibile: le targhe. Sulla lunga salita verso Ponzano supero una Multipla finestratissima – ah, è il mio sogno, più di una scomoda Lamborghini – e prima di lasciarla inietro adocchio sul posteriore il seguente alfanumerico: DS962CM. Tienimi bene a mente, sussurrò la targa, perché ho qualcosa da dirti. (Il proprietario, se è in ascolto, non me ne voglia se il Fato ha fatto di lui il suo umile strumento, non è colpa di nessuno e il Garante non ha poteri contro le potestà superne.)

Sì, sono stato attratto da DS, e allora? DS, il famoso partito. Lo so cosa state pensando, puntigliosi, pedanti, subito disinteressati al resto come bambini: guarda che i DS non ci sono più, ora sono PD.

Hahaha… permettetemi di sghignazzare, signori! Dite sul serio? Beh, io vedo le stesse facce. A meno che quei personaggi siano stati rimpiazzati, dall’interno, da intelligenze sottili dello spazio profondo, o dai corpi astrali di antichi statisti d’Atlantide che tardano ad accendere i loro magici fireworks, non vedo cosa conti quello sgambetto di consonante, che fa pure gli stessi punti a Scarabeo. La variazione di titolo non mi ha mai incantato. È stato interessante quanto veder cambiare nome a uno shampoo da scaffale, un vuoto makeup commerciale che non vale il costo del cartoncino costretto al macero perché stampato col vecchio marchio. DS o PD, per me son sempre quelli lì. Così come gli altri sono quelli là. E non resta molto altro da dire su ciò che una volta era sinistra e destra.

Bene, dato il momento confuso, data la Multipla, dati i DS, mi son detto: ha visto mai che ne viene qualche buona indicazione, finalmente? Una specie di responso I Ching? Glielo potrei faxare mentre si youdemano as they wish, e poi sono affari loro. (Affari loro? Affari loro una mazza. Sono sempre e solo affari nostri.) E dài non mi disturbare coscienza politica! È importante. Allora, a quali lettere corrispondono 9, 6 e 2? Guarda un po’: il 9 è la I, il 6 è la F, il 2 è la B. Gli ultimi due erano sicuramente Bersani e Franceschini; il primo poteva essere Ignazio Marino, opportunamente presente con l’iniziale del nome invece che del cognome perché anche al Fato viene proprio da dargli del tu.

Con ogni evidenza, quindi, l’oracolo numerologico nella dinamica d’asfalto mi annunciava un pronostico sui tre segretari in lizza. Il messaggio doveva essere per forza concentrato nelle ultime due lettere, CM. La mia lettura spontanea – ormai ero in trance e procedevo al minimo in corsia di emergenza – è stata Come Morti.

E lì mi sono risvegliato di colpo, bam! Appena in tempo per non passare sopra un motociclista fermo e sventato un titolo in cronaca orrendo e falso («Centauro in panne muore sull’A1 schiacciato da medium di sinistra»).

Tornato in carreggiata e passata l’ipnosi,  ho avuto per fortuna una nuova illuminazione: DS sono le mie iniziali, 962 centimetri il perimetro del mio giardino.