Beppe Grillo e l’anti-politica

(miti d'oggi, politica)

V-DaySolo quando si getta la pietra nello stagno si vede quello che sta al fondo. All’indomani del V-day di Beppe Grillo e della proposta delle liste civiche, i commenti di ogni parte disegnano un’eloquente figura. La cosa più interessante è che l’azione di Grillo viene definita unanimemente anti-politica. Questo dà la misura di quanto si sia geneticamente modificata la parola politica: per tutti è salda l’abitudine a considerarla sinonimo di partitocrazia.

Invece la politica è nata in piazze antiche con ben altro significato sociale: prima la discussione pubblica diretta, e poi la rappresentanza significativa. Un grado di separazione dalla gestione della respublica. Crescendo i numeri, i gradi di separazione sono cresciuti e alla fine entrambi questi vecchi meccanismi sono giunti alla crisi. Ma oggi Internet, qui dove siamo ora a parlarci, è un’altra strada possibile (non certa, ma possibile sì) per restituire alla politica il suo senso.

Qual è allora la vera anti-politica? Grillo è l’unico che cerca di riportare la politica al suo significato originario. È l’unico che ricerca la politica vera, politica come si deve. Il resto è un gran pasticcio di burocrazia ammuffita dove affogano ideali canditi ormai immangiabili.