Democracy2.0

(politica)

De Magistris smarca i giornalisti a piazza Indipendenza, RomaIeri mattina ho partecipato allo stand-in pro De Magistris davanti al CSM, insieme al meetup di Beppe Grillo di Roma e ai ragazzi di Locri con Aldo Pecora. C’era anche qualcuno dell’Italia dei valori, non meglio precisati Socialisti per le libertà, e un po’ di polizia inutile ma discreta. Ero curiosissimo di vedere come funzionava la catena di trasmissione dal palcoscenico alla piazza, cioè se e come le parole e le proposte di Grillo riescono a trasformarsi in azione.

Ebbene sì, c’è qualcosa. Non solo la teoria di internet nuovo mezzo di partecipazione. Non solo le arrabbiature e l’indignazione contro l’estabilishment e l’illegalità. Non solo il gusto di stare in piazza a conoscere persone partecipi e farle firmare su fotocopie di fogli fatti in casa. Non solo incontrare giovani che hanno coraggio, entusiasmo e intelligenza. C’è di più. C’era la stampa che guardava e riferiva. La gente veniva e firmava.

Sì, magari manca ancora un filo di sagacia nell’organizzare pensieri e persone, non c’è ancora il mestiere che avevano le vecchie sezioni di partito. De Magistris è fuggito per la piazza, certo confortato ma non meno imbarazzato in mezzo al crocchio mobile che scandiva il suo nome. Tuttavia sono state raccolte novantamila firme, e lo dice la Repubblica. Insomma era tutto vero. Rispetto ai mezzi impiegati, e al mio sforzo personale che comprende un po’ di foto, è una splendida enormità. Perché coi numeri si fanno cose grosse.

Bene bene, sembra che la democrazia 2.0 si muova davvero. Un pezzetto alla volta, ed è questo il modo giusto. Revolution is dead; long live revolution.