Fiaba del contatore

(racconti)

È una bella giornata: un uomo arriva sulla spiaggia per fare una passeggiata.

È un tipo serio, avveduto, a cui non piace fare le cose a caso. Dice: «Bene, per decidere dove arrivare lancerò questa scheggia in acqua e la farò rimbalzare. Quindi farò tanti passi quanto è il numero dei rimbalzi che ha fatto, moltiplicato per mille.» Così fa; il sasso salta quattro volte. L´uomo dice: «Bene: camminerò per quattromila passi, poi tornerò indietro.»

Comincia a camminare. Contando digentemente i passi guarda dritto e fermo davanti a sé per non sbagliare. Cammina cammina, è tanto impegnato a contare che non si avvede di un baule pieno d´oro e di pietre preziose che giace abbandonato in un canto, semisepolto nella sabbia dopo un antico naufragio.

Arriva alla fine dei 4000 passi e si ferma. «Bene, è fatta. Però non sono ancora stanco; voglio passeggiare ancora.» Posati sulla spiaggia là vicino ci sono dei gabbiani. «Ecco», dice: «camminerò ora quanti sono quei gabbiani, moltiplicato per cento.» Conta lo stormo: sono 18 gabbiani. «Bene, diciotto gabbiani fa milleottocento passi; e milleottocento saranno. Via, si riparte.»

Riprende a camminare, ancora più attento a contare i passi. Cammina cammina, conta e cammina, attentissimo alla conta, passa di fronte a una meravigliosa ragazza completamente ignuda che lo guarda concupiscente; ma lui niente, neanche la vede di striscio.

Alla fine dei 1800 passi, si ferma di nuovo e dice: «Adesso dovrei tornare. Però non sono ancora stanco, e poi è una così bella giornata! Non c´è due senza tre: faccio l´ultimo tratto. Camminerò ancora tanto quanti rami ha questo tronco arenato davanti a me, moltiplicato per dieci.» Si mette a contare i rami; l´operazione è parecchio lunga e laboriosa, i rami sono tanti. Alla fine, nel dubbio di essersi perso qualche rametto, e perciò nel timore di camminare per un numero di passi sbagliato, la ripete una volta e un´altra ancora. Dopo una mezz´ora, pare proprio certo che i rami siano 237. «Bene, dunque, mi resta di fare altri duemilatrecentosettanta passi, e poi a casa. Suvvia!»

Cammina cammina, conta e cammina, conta e cammina, ancora più premuroso nel conteggio, passa davanti a un chioschetto di legno, un po´ a ridosso della duna, dov´è apparecchiata una splendida pergola con il cartello “Oggi bibite fresche gratis!”. La giornata è molto calda e il nostro amico è abbastanza riarso dopo tanto camminare, ma ahimé si perde anche il chiosco e la rinfrescata.

Infine, anche questi ultimi 2370 passi si esauriscono. Egli si ferma, e mentre con un rapido calcolo pensa che deve fare a ritroso un totale di 8170 passi, vede un signore vestito di nero che gli viene incontro. Lo sconosciuto gli arriva davanti e gli fa: «Hai camminato bene. Il numero di passi era giusto. Erano esattamente ottomilacentosettanta i passi per arrivare alla morte». E sguainata una luccicante 44 gli spara dritto in mezzo alla fronte.