Gli OGM, Capanna e il voto facile

(politica, scienza)

Sicuri di sapere cosa siano gli OGM?Anni fa avevo fatto questo poster già sapendo che un giorno l’avrei dovuto usare. Come volevasi dimostrare: Mario Capanna ieri sera a Striscia la notizia ha invocato coram populo il Grande Sì per un agroalimentare libero da OGM. “Un sì per il futuro”, secondo la ritrita formula per tutti gli usi che la propaganda strilla quando chiede il voto popolare su questioni molto sofisticate su cui tagliare il più corto possibile (ricordate i “4 Sì per la vita” contro i “4 No per la vita” dei due schieramenti opposti nel referendum sulla procreazione assistita del 2005?).

Capanna non ha tutti i torti. E’ vero che parte del concetto stesso di OGM insiste nella direzione di uno sfruttamento del territorio che non va. Ma questo non è vero ovunque e comunque. La sigla OGM è vasta; il fenomeno è oggettivamente molto più complesso, come gran parte di quelli che oggi ci si presentano. Ben sei anni fa nell’articolo Coop al cuore su lideologo.net me la prendevo con gli stessi atteggiamenti, là còlti attraverso l’obiettivo della pubblicità, e citavo un caso che metteva in risalto l’ambiguità del problema OGM e il suo complesso rapporto con la produzione e la sostenibilità. Non a caso proprio la Coop è tra le associate della Fondazione Diritti Genetici di Capanna. Uno dei loro testi di approfondimento è una brochure Coop su Biodiversità e Agrobiodiversità.

A parte i pro e i contro degli OGM, il punto essenziale qui è che di fronte a una questione molto sfaccettata e intricata Capanna non ha chiesto alla gente di informarsi e poi decidere liberamente sulla base dell’idea fattasi da diverse fonti. Forse ritenendo, come fanno molti, che non sia democratico chiedere alla gente di ragionare con la sua testa, ha semplicemente invocato il Sì, punto e basta; e per giunta da mandare subito, via SMS.
Con ciò ha sfruttato il travisamento automatico che in materia OGM sposta inavvertitamente il centro di attenzione dai problemi macroeconomici e sociali alla salute personale delle persone, fino ai confini di vaghi e profondi terrori di mutazioni genetiche, di memorie hiroshimiche, di figli-golem. L’automatismo dello slittamento è completato dalla facilità del voto via SMS: così scongiuriamo del tutto la possibilità che qualcuno pensi prima di agire, e prosit. Votare i nominati dell’Isola dei Famosi e un referendum vitale stanno diventando operazioni praticamente identiche ormai. Tanto più che compare tutto sul Tgcom (a cui dedicheremo attenzione presto).

Ecco una riprova dello slittamento artificiale del problema. Oggi in copertina di liberidaogm.org trovo riportata una notizia intitolata “Di OGM si muore”. Caspita! Naturalmente penso subito, come voi, che abbiano scoperto finalmente dei chiari effetti di qualche OGM sulla salute, cosa finora non accaduta. Invece leggo che in Brasile è rimasto ucciso un povero attivista di Sem Terra che protestava contro la Syngenta. Il dramma sociale del ributtante e omicida strapotere di una multinazionale, indipendente dall’oggetto, è stato trasformato in un difetto degli OGM con una semplice manovra retorica. Vi prego di notare la differenza tra il testo dell’agenzia indipendente Apcom, dove “ogm” compare in margine solo come ultima parola, e il corrispondente testo dell’annuncio della Fondazione dove “ogm” è nel titolo funesto e diventa il centro del dramma.

Al III congresso internazionale su Scienza e Società, promosso dalla Fondazione Diritti Genetici di cui è presidente, Capanna aveva detto nella sua prolusione: «Apriamo con una consapevolezza limpida: fare tutto quanto è possibile perché fra scienza e società si stabilisca un interlocuzione vera, autentica, sincera.» Purtroppo l’atto pratico non rispetta affatto questo nobile intendimento, anzi lo contraddice e confonde le acque. La mission della Fondazione contribuisce a vanificare un altro po’ il valore di parole importanti, già tanto eroso.