I numeri di Alemanno

(comunicazione, politica)

I numeri di AlemannoLa pubblicità multisoggetto che la giunta romana ha messo in affissione nell’ultimo mese rappresenta al meglio il meglio che alla politica sia rimasto da offrire.

Dio che pena quei precari stabilizzati! Poveri ingranaggi. Punterie registrate, pneumatici equilibrati e convergenti: la macchina è pronta, signo’, s’aa venga a riprenne! E l’idraulica di quelle espulsioni, poi? Nel linguaggio algido di questo grottesco sfoggio di calcolatrice all’elettorato c’è tutta la tentazione di un ordine sociale come meccanismo puro. E qui si rivela il carattere terminale dell’ideale politico corrente: essere una pseudo scienza, come tutto il resto.

Illusione, e illusionismo colposo. Un corpo ridotto all’osso, senza più un grammo di carne addosso. Numeri, signori! Numeri. Nient’altro vorrete vedere, perché nient’altro abbiamo da mostrare, nient’altro su cui sappiamo riflettere. Persino i concetti si essiccano: ne restano solo i termini consentiti dal bilancino farmaceutico. Rimuovendo la realtà complessa degli esseri umani a cui dovrebbero far riferimento, quei poster fanno svanire anche noi.

Tutto è misurabile! aveva detto con sussiego lo stupefacente Brunetta, re dei tornelli, alla porta di Vespa. Compiaciuto, dava altro fiato alla psicosi cartesiana che per quattro secoli ci ha inaridito, nascondendo le verità più importanti sotto montagne di cifre, e portandoci per mano fino all’orlo di un baratro oscuro. Questi nostri smaglianti governatori-manager ancora sono lungi dal venirne fuori: ed ecco un altro epigono della causa che ci prova, regalandoci il seccante privilegio di vederne l’ultimo capitolo proprio a casa nostra. Ecce caput mundi. A quanti chilometri ci tocca la revisione?