In che modo cambiano le parole

(daily life, linguaggio, miti d'oggi)

Occorre ridiscutere e ridefinire le parole-chiave perché tutte le parole cambiano. Il loro contenuto e i loro riferimenti cambiano costantemente, riflettendo i mutamenti del mondo, alla sua velocità crescente. Il linguaggio insomma ha una vita propria, indipendente da quella di ciascuno di noi.

Solo che l’aspetto esterno, il guscio, le parole, le lettere, la pronuncia, il movimento della laringe, restano quelli di sempre. Sette lettere, comincia per L; una labiale, una palatale. Facile non far caso alla parte nascosta sotto il pelo della forma. Così ci dobbiamo portare appresso il linguaggio ad ogni incontro come fosse un infido sensale. Alle discussioni e ai comizi sembra che nulla cambi. Sembra ad esempio che si possa continuare a chiacchierare di libertà nelle piazze e nelle case come lo faceva William Wallace, come lo facevano Voltaire e Robespierre, come lo facevano Adam Smith e Tocqueville, come lo facevano i ragazzi del Sessantotto.

Invece, a dire il vero, nessuno sa esattamente

  • che cosa sia oggi la libertà
  • come sia fatta una libertà sostenibile o tollerante
  • se esista una libertà universale, visto che un concetto localizzato serve ormai a poco
  • come sia possibile essere liberi giorno per giorno senza scappare e basta

e così via.
Isaiah Berlin, Amartya Sen, Edgar Morin, Richard Stallman, Peter Singer e tanti altri hanno detto cose importanti e vere sulla libertà di oggi. Ma chi li conosce?