In memoria di Luciano Gallino

(Fari nel buio)

Grazie al grande Luciano Gallino per averci ricordato sempre che «il lavoro non è una merce», come si intitola un suo saggio che tutti dovrebbero leggere. Grazie per non aver mai mancato di dimostrare che i cosiddetti dati, falsamente oggettivi, sono una truffa, un supporto scientifico alla schiavitù civilizzata, quando non servono una visione presieduta dal rispetto per l’uomo, cioè per tutto quanto ci è indispensabile ma non sappiamo (o non vogliamo) mettere in conto.

Lo ricordo rileggendo una intervista rilasciata a MicroMega in cui parla del Jobs Act e della predilezione di Renzi per le iniziative che possono tradursi in slogan suggestivi piuttosto che in modifiche strutturali. E le modifiche strutturali necessarie sarebbero profonde. Come dice uno dei suoi commentatori: «La crisi che parte dal 2008 è una crisi da sovraproduzione. … Come si può ragionevolmente pensare che il mondo occidentale possa tornare a crescere ancora su quel modello di sviluppo. Come si può pensare che la crescita si possa raggiungere abbassando i salari, le pensioni e lo stato sociale, puntando sulle esportazioni (cosa che stanno facendo tutti i paesi occidentali in crisi). Non è possibile.»