La politica alle prese col restyling di prodotto

(politica, pubblicità)

O Libertà e Popolo della Libertà, che brutta fine state facendo! La mossa della creazione ex abrupto del nuovo partito riconferma il fatto che Berlusconi agisce da manuale marketing tradizionale, come già annotai quasi due anni fa su lideologo (La fine della politica). Dopo aver trasformato il governare in marketing dell’esecutivo, sin dal contratto e dai sondaggi, e dopo aver convinto gli avversari che oggi si fa così, ecco un momento di languore del mercato della politica. E lui lo affronta con la più classica delle manovre spazzando via quel poco di utile tradizione rimasta.

Il PdL è un puro e semplice restyling di prodotto, di quelli che si fanno ogni tanto ai coloranti per capelli o ai dentifrici per ridar loro una spintarella sul mercato. Si cambia etichetta, si aggiunge un ingrediente, si punta su un acronimo e su una parola-chiave suggestiva per fare la strategia con le agenzie, ed ecco la buona occasione per una nuova campagna pubblicitaria che riagganci i consumatori. C’è tutto anche qui, compresa la pantomima della finta scelta popolare del nome: che è peggiore di quella dei televoti tv, visto che le due alternative sono insignificanti variazioni su una strada già segnata al punto che la sigla PdL è la stessa per entrambe (come ha segnalato acutamente Rosy Bindi all’ultimo Ballarò). Questo da sé la dovrebbe dire lunga su quale posticcio genere di libertà quel nome proclama.

Il restyling di prodotto vuole una strategia di comunicazione completa, testimonial, tagli col passato: e difatti da quando è ricomparso per il rilancio Berlusconi non porta più cravatta e camicia ma si fa vedere sempre e solo con giacca e girocollo nero. Devo dire che i suoi consiglieri sono davvero trasparenti e prevedibili, fino alla banalità. Ma questo è lungi dal risultare un difetto: la gente si entusiasma al riconoscere il mondo a cui è abituata dalla pubblicità, e poi concorrenza non ce n’è. I ridicoli competitor vogliono giocare allo stesso gioco ma senza la competenza e i soldi necessari. Gli alleati fanno i percossi e attoniti; ma chi ci crede. Che altro si aspettavano? Nel complesso, uno spettacolo veramente pietoso.