Lideologo cromatico è il webzine che avviai nel lontano novembre 2000 avendo notato che la fertile terra della superficialità, della stoltezza e dell’oscurantismo non cessa mai di dar frutti.
Lo stile critico che avevo lanciato nel saggio W.C.Net, uscito nel ’97, non poteva fermarsi all’argomento internet e non poteva dipendere da case editrici e tempi altrui. Così decisi di proseguire l’operazione in completa autonomia sul web.
Lideologo che ne venne funzionava come un blog statico. Se ne trovano ancora dei ruderi leggibili su The Internet Archive. Però era ante litteram di diversi anni sulla diffusione del genere e del termine. Io l’ho sempre chiamato rivista aperiodica e continuo a farlo. Mi pare più esatto.
Il titolo lideologo.net aveva la calcolata enfasi di un suggerimento di Pierluigi Diaco. Dal 2007 la mano è passata a Lideo(b)log ma la sostanza non cambia: si tratta sempre di articoli scritti con cuore e testa in egual misura. Pian piano porterò di qua i migliori articoli del vecchio Lideologo, alcuni sono già presenti.
Questo è il manifesto originale scritto a novembre 2000. Finché lo rileggerò e mi sentirò di sottoscriverlo parola per parola, come ora, rimarrà con noi.
Ho pensato di pubblicare lideologo per rivalutare il termine decaduto “ideologia” in un senso profondo: l’amore delle belle idee. Amo le belle idee. Le belle idee sono prima di tutto questo: qualcosa che ci fa vivere meglio.
Qui si parla di belle idee. Ho desiderato farlo perché mi sento in una posizione privilegiata che voglio condividere con altri. Vivo ogni giorno in entrambi i mondi che la tradizione separa, quello scientifico/ tecnologico e quello umanistico. Conosco altra gente che lo fa. E per tutti è meraviglioso. E’ sempre stato un vantaggio, certo, ma lo è in modo speciale nelle condizioni in cui ci troviamo a vivere qui e ora. Non è solo meraviglioso: è vitale. Vorrei che il numero delle persone con questa doppia cittadinanza crescesse. Lideologo incoraggerà questa crescita prima di tutto.
Solo le belle idee possono salvarci oggi, non più i soliti giochi di potere e le solite categorie. E le idee migliori verranno da questo luogo senza un nome e senza un re dove è già domani. Senza etichette e senza marchio di fabbrica, verranno semplicemente da individui di buona qualità.
Le belle idee sono anche buona politica. Il futuro ci riserva sofferenza quanto più alcuni si opporranno a questo processo, continuando a schiacciarlo con le loro parole antiquate e le loro passioni scadute.
Io sono per le belle idee, cresciute con l’emozione e con la ragione insieme. Non c’è nessun altro segreto, se non l’arte sottile di saper dar voce all’una o all’altra al momento giusto.

