Mindfucking Italy

(comunicazione, politica)

Da Mindfucking di Stefano Re, p.52:

Il linguaggio del sistema totalitario è caratterizzato da clichè e frasi a effetto. Semplificazione dei problemi e delle soluzioni, concetti brevi, netti ed efficaci.
Parole chiave designano ciò che è buono e ciò che è cattivo raccogliendo tutto lo scibile in ampie categorie. Le espressioni sono ripetitive, astratte, categoriche. I giudizi sono trancianti, definitivi. Non permettono discussione, dubbio, critica.

Quanti linguaggi apparentemente civili e innocui ricordano per analogia questa descrizione?

Per dirne solo qualcuno. I criteri quantitativi dell’economia neoclassica. Le leggi della burocrazia. I diktat aziendali. Gli imperativi della pubblicità e del marketing. Gli slogan del potere.

Per trasformare una democrazia in un regime totalitario contemporaneo, non serve che abbia l’aspetto della dittatura tradizionale. Nei decenni le cose si sono fatte più sottili, gli strumenti più curvi e insinuanti, le menzogne più invisibili. Quel che conta è che sotto le parole di ogni giorno ci sia una ampia opera di mindfucking, di fottitura delle menti, di livellamento dei gusti, di cancellazione dei fatti, di condizionamento omeopatico, lento e profondo.  Peggio che mai quando quei linguaggi – tutti quelli visti sopra, così imparentati al metodo totalitario – sono intrecciati e conniventi sotto un unico ombrello: lo stato-azienda in mano a un uomo di gran lunga più ricco e potente di tutti gli altri.

“Il linguaggio del sistema totalitario è caratterizzato da clichè e frasi a effetto. Semplificazione dei problemi e delle soluzioni, concetti brevi, netti ed efficaci. Parole chiave designano ciò che è buono e ciò che è cattivo raccogliendo tutto lo scibile in ampie categorie. Le espressioni sono ripetitive, astratte, categoriche. I giudizi sono trancianti, definitivi. Non permettono discussione, dubbio, critica.” (p.52)

Perfetto per parlare della capitalismo di finzione come sistema totalitario, e anche delle parascienze (come l’economia) come sue strutture portanti ideali. Sembra una descrizione del linguaggio pubblicitario, ma anche del linguaggio matematico applicato al mondo, e ovviamente di quello che costruisce l’identità etnica (o nazionale) p.es. serba da cui far partire il delirio della violenza anti-altri. Così prende tutti e tre i miei piccioni con una fava.