Misera la morte a tavolino

(daily life, politica)

Non volevo interrompere la sequenza di post sulla new democracy di Obama, ma quello che sta accadendo intorno alla povera Eluana e al suo povero genitore strappa le parole di bocca.

Il delirio di intromissione del governo a suon di leggi ad hoc – ne fanno professione – in una faccenda così supremamente individuale, così estremamente e irriducibilmente privata, è un oltraggio a tutti. Sono insopportabili l’arroganza e la meschinità di chi afferma che Beppino Englaro voglia liberarsi di un peso, come è arrivato oggi a sostenere Berlusconi all’apice dello scontro. Mi sento più insicuro dopo quelle parole. Perché un manipolo di estranei si sente più intitolato a giudicare il destino di quella ragazza del suo stesso padre, di colui che l’ha messa al mondo, che ne ha curato i primi passi, che l’ha fatta crescere giorno per giorno, che con evidenza che emana da tutto ciò che gli ho sentito dire l’ama di certo più di  chiunque altro al mondo, di colui che nonostante questo sa che la ragazza è ormai già lontana dai vivi e accetta questa terribile verità fino in fondo.

Chi potrebbe avere obiezioni più forti di lui alla morte di Eluana? Forse un mucchio di estranei ingessati che giudicano in base a questa o quella convenienza contingente, in base a questo o quel principio astratto definito in qualche documento e destinato ad essere superato e abbandonato in documenti futuri? Come gli esperti di sessuologia del Vaticano, questi esperti di etica a tavolino, questi esperti della morte parlata farebbero bene a tacere con rispetto di fronte a chi ha la morte reale fra le braccia, e ad imparare. Non hanno idea fino a che punto possa arrivare l’amore.