Nausea Noemi

(daily life, politica)

Sarà che mi sono appena operato al ginocchio e prendo tante medicine, sarà per l’afa ostinata anzitempo, ma la storia di Noemi e dell’amministratore delegato dell’Italia mi dà il voltastomaco.

Una nausea concreta, non figurata. Siamo tutti costretti ad occuparcene: ecco lo sgarbo, l’insulto, la penitenza ributtante. Io che non vado mai dal parrucchiere per non sentirmi osservato da quell’orrendo mucchio di riviste d’attesa, polpa che brulica di vite sprecate di redattori e paparazzi, me ne trovo impregnata la respublica! E non è storia futile come quelle, ahimé! Se la respublica diventa gossip non si può riciclare come una rivista. Te la devi vivere.

La dissolvenza della politica in spettacolo è compiuta quando una ragazzina qualsiasi è messa in grado di annunciare a tutti noi che farà spettacolo oppure politica. Oppure?! Questo è un presagio funesto, anche se ancora non si sa di cosa; il suo rumore è il risucchio insolente e fragoroso di un grande serbatoio che termina di svuotarsi o di una lolita che finisce un leccalecca; il suo futuro, titoli di coda, com’è ovvio tagliati dalla pubblicità. Il sedicente upgrade di De Gasperi è il re dei sorridenti e glaciali salesmen; tutti i sani e grandi valori del consorzio umano migrano negli obiettivi di efficienza della razionalità aziendale, altra invenzione di bravi venditori; il palcoscenico allestito con eccezionali investimenti e connivenza unanime costringe ora tutti, pro e contro, a salirci sopra, a partecipare al reality Italy, a diventare così identicamente vacui.

Non importa cosa propugnate, non importa cosa difendete; di che partito siete o quanto siete disonesti è l’ultimo degli interessi dei producer e quindi anche del pubblico. Siete nel posto ideale per mentire. In tv non c’è mai reale contraddittorio e se un Paese diventa tv diventa menzogna. La nausea: siamo tutti condannati ad essere peggiori; il che mi fa anche incazzare a morte perché mi toglie una libertà essenziale.

Pochi intrepidi e sfigati viaggiatori possono fare zapping con le nazioni e farsele scorrere intorno finché non ne trovano una migliore; qui in Itaila siamo imprigionati in un incubo faceto, rosa e azzurro. Per me è chiaro che c’è un’unica possibile via di fuga reale: è questo canale. Diamogli voci e braccia.