Nuovi crimini contro l’umanità

(ambiente, cultura)

Qual è il più vecchio trucco degli integralisti di tutte le risme?

Eccolo: imposto il loro ordine, dichiarano che quell’ordine viene dal Cielo, o dal Popolo, o da altra Entità Superiore; così da quel momento qualsiasi obiezione è una inaccettabile offesa all’Entità Superiore e in nome Suo dev’essere repressa con la più grande severità possibile.

La variante più colta e razionalista di questo trucco è la moda intellettual-pop di scaricare la responsabilità civile su concetti impersonali. Di chi è la colpa? Del Mercato, della Tecnologia, della Società, del Sistema, della Globalizzazione, dei Computer, dell’Arretratezza, del Conflitto di Interessi, e via dicendo. Di concetti per le allodole ce n’è una scelta infinita, grazie alla fantastica fioritura dei nostri strumenti di astrazione. In questo modo si deviano i raggi del dolo, se ne perdono le proiezioni, e si procura l’immunità ai precisi individui che sono colpevoli. Gli individui, con nome e cognome, che dovrebbero pagare alla comunità una penale per le scelte rovinose che hanno commesso o istigato. Individui che invece se la cavano quasi sempre alla grande.

In molti casi sarebbe bene chiamare queste scelte con il loro semplice vero nome: crimini contro l’umanità. I delitti di massa dell’era dell’illusionismo possono essere meno visibili, o se visibili sembrare meno efferati o più giustificati, di quelli del nazismo e degli altri censiti dai cronisti di guerre; ma è solo un miraggio. Le devastazioni messe in moto da teorie idiote e da persone non fisiche, con soldati in camice o doppiopetto, non sono da meno di quelli, e come quelli sono realizzati con la complicità di moltissime persone organizzate in diversi ruoli, dove la responsabilità si disperde. Il classico scaricabarile suona io eseguivo solo degli ordini oppure faccio solo il mio lavoro (questa mi è particolarmente odiosa, come se fare un lavoro fosse di per sé una giustificazione morale, con indulgenza plenaria).

Trattandosi di crimini contro l’umanità, ci sarebbero sentenze che fanno scuola. C’è un passo di quella del 1961 del processo contro Adolf Eichmann (raccontato da Hannah Arendt) che risulta di un certo interesse. Sentite un po’:

In un crimine così enorme e complesso come quello che stiamo considerando, a cui parteciparono molte persone, a vari livelli e in vari modi (i pianificatori, gli organizzatori e gli esecutori, distribuiti in varie gerarchie), non ha molto senso adoperare i concetti tradizionali di consiglio e istigazione. Ché questi reati furono commessi in massa, non solo per ciò che riguarda il numero delle vittime, ma anche per ciò che riguarda il numero di coloro che li commisero, e il grado in cui ciascuno dei tanti criminali era vicino o lontano dall’uccisore materiale non significa nulla per quanto concerne la misura della responsabilità. Al contrario, in generale il grado di responsabilità cresce quanto più ci si allontana dall’uomo che usa con le sue mani il fatale strumento.

Fatte le debite trasposizioni, con le grandi corporation al posto del reich, non si può dire praticamente lo stesso di casi come Enron e Parmalat, che rubano la vita – passato e futuro – a migliaia di persone in senso lato, quando non uccidono sul serio? Ma le grandi truffe e i fallimenti pilotati non sono che le versioni light senza colesterolo. Poi abbiamo le Union Carbide di Bhopal, le Exxon dell’Alaska, le Shell della Nigeria, le British Petroleum del golfo del Messico. Abbiamo il commercio di armi che alimenta i conflitti locali, i cibi scaduti, i titoli tossici, le false certificazioni, le pubbliche relazioni, infiniti anelli di congiunzione e gradi intermedi tra il genocidio hard e quello light. Non è difficile rendersene conto:  si tratta di una medesima grande famiglia di misfatti in cui l’obbedienza, l’interesse personale e il cinico menefreghismo si confondono in un’unica vasta connivenza, diffusa su grande scala.

Crimini organizzati contro l’umanità, quindi; ma non come tali riconosciuti e puniti, essendo il legislatore depistato come tutti dai due potenti elisir della ottusa astrazione e della fatua morale liberista. Per cui sono stato molto felice di leggere proprio oggi di una lodevole iniziativa pubblica per introdurre il crimine di ecocidio con l’occasione BP: non ha certo la stessa forza di quello contro l’umanità, e di nuovo è il frutto di catastrofe invece che di ragionevoli prevenzione, però mi pare un ottimo primo passo.