Passatempi

(daily life)

http://www.aef.com/exhibits/awards/obie_awards/2006/02C’è un cane che da mezz’ora continua ad abbaiare sotto la mia finestra. Mi affaccio per capire come mai.

Sul marciapiede di fronte, a qualche decina di metri da me, uno sbarbatello ingelatinato, infagottato in un giaccone tecnico blu con cappuccio piumato, dà la baia senza sosta a un sovreccitato west higland white terrier. La povera bestiola, ossessionata dal desiderio di raggiungere ciò che il padrone gli porge a un’altezza impossibile, saltella follemente accompagnando ogni ripetizione con un guaito stridulo e lancinante. La finisce solo quando si stanca il ragazzo.

Nello spaventoso vuoto che si apre davanti alla mente dell’uomo, ogni stratagemma è buono per non pensarci. Far saltare un cane per ore. Pigiare col pollice migliaia di tasti su un cellulare, a testa bassa. Lavarsi le mani fino alla consunzione. Studiare tutta la vita un frammento di Anassimandro. Fare prigionieri per farli ballare o accoppiare contro natura.