Quale semplicità?

(daily life)

Mi hanno preso da parte, e con una pacca sulla schiena mi hanno detto: ci vuole semplicità, mio caro. Tutto in fondo è molto semplice. La parola d´ordine è: semplicità.
È vero, verissimo. Ma solo in un certo senso. Qualsiasi cosa è vera solo in un certo senso. E già qui la semplicità si ingarbuglia.
Per chiarire:
La semplicità per i semplici è come la povertà per i poveri. Si possono ammirare i poveri per la loro vita semplice. Si può sostenere che vivere in modo parco, con poco spargimento di mezzi, è un punto di valore per l´armonia con sé e con l´esterno. Ma è terribilmente ipocrita: per chi non ha un soldo quella sobrietà non è il punto di arrivo di un cammino morale che ha fatto assorbire nel profondo il valore aggiunto della sobrietà. E’ una costrizione, non una scelta. E questo basta a definire la cosa. Eccoci tornati alla semplicità, dopo un breve detour.

La semplicità è una vera ricchezza solo per i complicati. E´ meravigliosa dopo la complessità, come un ritorno a casetta dopo il giro del mondo. Tutti vogliamo tornare a casa, prima o poi.

Se davvero ti sai rendere conto del valore della semplicità dei prodotti e dei pensieri, allora sei già altrove, sei su un piano diverso, distaccato: sei fuori pericolo, e la guardi dall´attico. Per chi è immerso in quella semplicità, essa è una palude di burro da cui la tua semplice esortazione mai riuscirà a tirarlo fuori. Ci vuole ben altro. A volte una vita intera, quando basta. Nulla di semplice.

La semplicità è un valore chiave che perseguiamo con tutte le forze. Nessun dubbio su questo.
Ma solo adesso, dopo la necessaria complessità, posso confessarlo.