Sei principi per un manifesto

(manifesto)

Provo a mettere insieme quello che mi pare di aver capito finora. Vogliamo chiamarlo manifesto? Ma sì, senza fare troppo sul serio. Peraltro ho letto manifesti di cani e porci, e il mio non aggraverà il totale.A) Niente monismo. Solo pluralità di sguardi insieme. Nessun pensiero unico è sufficiente, né su base razionale né trascendente. Né sistemi filosofici, né religioni. Due prospettive in realtà convergenti.
In definitiva: non c´è nessuna comprensione a parole, se non ci si è già compresi; nessuna consolazione di parole, se non si è già consolati. A questo dovrà servire e bastare lo sguardo di chi ci ama. Per cui, attrarre e mantenere l’amore intorno a sé è l’unica vera dote essenziale per la sopravvivenza.

B) Amore, patria, famiglia, uguaglianza, libertà… Le parole-chiave che si continua comunemente ad usare nel dibattito pubblico sui grandi temi, hanno perso completamente senso. I riferimenti sono cambiati, le parole se ne vanno alla deriva.
Il loro significato va quindi rinegoziato. Altrimenti sono una insidia nascosta per la discussione costruttiva: fondamenta marce per l´edificio futuro.
Buona norma: definitio ante usum, definire prima di usare.

C) La diversità radicale tra ogni esemplare umano è un dato di fatto. Qualsiasi teoria o pratica che lo trascuri è una pericolosa menzogna (non distinguo tra comunismo e mercato di massa).
Le differenze tra gli individui sono la ricchezza fondamentale per la cultura, come la biodiversità lo è per la natura.

D) L´unità di attenzione, la granularità dell´intervento politico, è l´individuo. Sia nel ricevere che nel dare. Ma mai a costo di perdere la visione d´insieme.

E) Le tecnologie dell´informazione e comunicazione, comprese quelle che agiscono per via biologica molecolare, procurano poteri e pericoli inauditi. Però sono sufficienti anche a svolgere in modi inauditi il controllo e la compensazione di questi poteri.  Come caso particolare, potrebbero ridurre al minimo le generalizzazioni e le omologazioni degli individui in una grande varietà di problemi amministrativi.
F) Leggi e istituzioni sono fatte da uomini. Uomini di scarsa qualità, in senso ampio, fanno leggi e istituzioni che rendono la vita più difficile. Uomini violenti al potere rendono la vita impossibile.
La capacità cruciale della buona società in cui voglio vivere è quella di riconoscere e di formare uomini di buona qualità, emarginando quelli violenti.