Senzaparola

(daily life)

Tutto comincia dalla parola. Chi dà un valore di impegno alla parola proferita e ascoltata e se ne fa carico. Chi tenta poi di sfuggire ma è ormai inchiodato. Una forma di croce è per lui la parola. La parola contratta. Il contratto di Mithra che lega le membra, firmato con sangue non versato. Vicina alla parola assoluta e astratta del matematico.

Altri può dimenticare, la sua memoria divincolarsi nell’ombra, cambiar volto, all’insaputa di tutti. Altri può modellare il senso, giocare sull’ambiguità per non portare la croce. Altri può non pronunciare affatto, star zitto e ritirarsi dal gioco, e il prezzo è noto.

Tutto per noi è una lotta intorno alla parola. La parola-preghiera del bambino. La parola disancorata dello schizofrenico. La parola-orizzonte del filosofo. La parola-respiro dello sconosciuto. La parola-strumento del politico, dell’avvocato, del pubblicitario.

Tu che invece non le dài valore. Detta una cosa non ci pensi più. Tu sei lieve, homo interruptus. Meteorologico. Divertente. Inattendibile. Postmoderno. Tu sei un problema. Sei la nostra maledizione, tu senzaparola. Destinato a essere bandito da ogni luogo troppo tardi.